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20 dicembre 2017
// AGRIUE - GIOVANI
Da Ue via libera a politica agricola europea più verde e aperta a giovani Altre novità da misure anti-crisi e per agricoltori under 40

BRUXELLES - Aiuti 'verdi' della Pac più semplici da gestire per aziende e amministrazioni nazionali, agricoltori 'veri' confermati come beneficiari degli aiuti, con strumenti più accessibili per proteggersi dal rischio climatico e dai crolli improvvisi di reddito. E poi novità per gli under 40, rafforzamento della posizione contrattuale dei produttori nella filiera agro-alimentare, più margine per utilizzare gli aiuti accoppiati alla produzione per proteggere i comparti colpiti dalle crisi. Sono gli effetti di alcune delle modifiche ai regolamenti della politica agricola comune europea approvate dall'Europarlamento e dal Consiglio dei ministri Ue. Le regole entreranno in vigore nel 2018.

Per l'agricoltura italiana sono diverse le novità positive. Le modifiche al 'greening', che vincola il 30% del sostegno al reddito all'applicazione di alcune pratiche agronomiche ecocompatibili uguali per tutti nell'Ue, guardano alla specificità dei pascoli di tipo mediterraneo. Questi potranno avere accesso agli aiuti, come anche i terreni lasciati a riposo con piante mellifere ricche di polline e nettare. Rispettare i requisiti sarà più facile per le aziende risicole e per le superfici a leguminose, inclusa l'erba medica, e foraggere. La necessità di erogare gli aiuti Pac solo agli agricoltori in attività è confermata nel principio, ma al tempo stesso resa più flessibile. In sostanza, si ampliano i requisiti a disposizione dei paesi per identificare la figura dell'agricoltore attivo, con la possibilità di utilizzare i registri Iva e Inps. Per gli agricoltori giovani si potrà portare il pagamento dall'attuale 25% al 50% del valore del pagamento di base. Gli strumenti di gestione del rischio (polizze di assicurazione e fondi mutualistici), su cui il nostro Paese investe le risorse maggiori dell'Ue, vengono resi più accessibili abbassando la soglia che fa scattare i risarcimenti dal 30 al 20% della perdita di reddito e aumentando il contributo pubblico dal 65 al 70%. Le organizzazioni dei produttori riconosciute (Op) potranno pianificare la produzione e negoziare contratti di fornitura per conto dei loro membri, senza violare le regole di concorrenza dell'Ue. Finora, i negoziati collettivi sono stati consentiti solo in pochi settori.

Esulta Paolo De Castro, tra i relatori del provvedimento per l'Europarlamento, per norme che "semplificano senza perdere la sostanza dei benefici ambientali dei 'pagamenti verdi' e indicano la strada per la Pac dopo il 2020". "C'è molto dell'iniziativa italiana in questa riforma - commenta il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina - e abbiamo ottenuto avanzamenti che correggono una politica agricola comune troppo burocratica". Sul "gioco di squadra" dell'Italia insiste anche il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, che ringrazia De Castro e il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani, il cui ruolo è stato determinante per scongiurare "il rischio di un rinvio" dell'applicazione delle nuove norme.


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